I prezzi salgono in città e scendono in provincia. Schizza Milano, sorride la Brianza.

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Il secondo e il terzo trimestre del 2016 hanno confermato la tendenza dell’anno nell’andamento del mercato immobiliare su scala nazionale. Una tendenza che vede costantemente crescere i prezzi delle abitazioni di seconda mano nelle grandi metropoli e che vede scendere le richieste dei comuni minori, in particolare in provincia. Non a caso in base ai dati forniti dal sito “idealista”, tratti da un campione di 316.974 abitazioni su 931 comuni italiani nel secondo trimestre 2016 emerge che i prezzi delle case di Milano sono aumentati dell’1,9% rispetto ai primi mesi dell’anno. Stesso trend anche per Napoli (1,1%) e Roma (0,5%), con la miglior performance per Cagliari (+2,1%).

Milano fortifica così il suo “secondo posto” in classifica con un prezzo medio di 3.489 euro/mq, dietro solo a Venezia, la città più cara d’Italia con 4.435 euro/mq. Il capoluogo lombardo “stacca” Firenze che con una media di 3.375 euro/mq perde l’1,3% nel secondo trimestre di questo 2016.

Il contesto generale rimane quello di grande stabilità del mercato, un aspetto positivo, dopo gli “scossoni” in su e in giù degli ultimi lustri. Ma le oscillazioni degli ultimi mesi confermano le tendenze in atto, come rileva Vincenzo De Tommaso dell’ufficio studi Idealista: <Sono stati mesi dinamici soprattutto nelle grandi città, gli acquirenti hanno premiato il prodotto di qualità un po’ ovunque>.

La tendenza nazionale si è confermata in Lombardia dove il campione esaminato è anche il più attendibile visto che lo studio è stato effettuato su 70.868 immobili (primato nazionale) distribuiti in ben 241 comuni, laddove vengono contemplati nella statistica soltanto quelli che mantengono una media costante di almeno 50 annunci nel corso del periodo sondato. La Lombardia dunque fotografa bene il recente andamento di tutto il paese, pur mantenendo un range più elevato della media nazionale. Basti pensare che il prezzo medio al metro quadro in Lombardia è di 2.608 euro, mentre la media nazionale si attesta sui 1.978.

Anche il decremento dei prezzi è più accentuato in Lombardia rispetto alla media italiana: infatti se paragoniamo i prezzi medi del giugno 2015 e quelli attuali registriamo un calo del 3.4% su scala nazionale e addirittura del 6.3% su base regionale. Da segnalare che questo dato non ha subito variazioni nel secondo trimestre.

E’ opportuno sottolineare che questo calo complessivo dei prezzi delle case di seconda mano in regione contempla l’aumento delle richieste a Milano e in altre città, a fronte di una vistosa diminuzione dei costi nelle aree provinciali.

Infatti, come dicevamo, nel secondo trimestre 2016 la tendenza nazionale si è riflettuta in pieno in ambito regionale. Il “periodo d’oro” della “City” nell’anno successivo all’EXPO si è registrato anche in altri grandi centri urbani della regione, come ad esempio Bergamo dove il prezzo medio al metroquadro è arrivato a toccare la soglia di 2.084 euro, con una variazione annuale del 4,6% e addirittura del 5,2% nell’ultimo trimestre.

Un comune limitrofo, che praticamente fa parte della “grande Bergamo” come Curno, ha visto schizzare i prezzi delle case addirittura del 19,2%. Nel trimestre performance straordinarie anche per altri comuni dell “cintura” come Brembate (+13%), Osio Sotto (+15%) e Ponte S. Pietro (+11,7).

La tendenza alla crescita dei prezzi si è confermata anche in altre comuni cittadini, come Como (+3,5%) e Cremona (+2,7%).

Insomma la tendenza è chiara: nell’ultimo anno le case di seconda mano costano sempre di più nelle città e sempre meno in provincia. Da questo punto di vista il dato di Milano è lapalissiano: a fronte di una crescita del 1,9% su base comunale, si registra addirittura un decremento dello 0,1% se si considerano gli immobili di tutta la provincia.

Questa tendenza non può che estendersi anche alla Brianza dove la variazione trimestrale dei prezzi degli immobili usati ha fatto registrare un decremento provinciale dell’1,4%, dato che però è da considerarsi molto positivo visto che la variazione annuale si attestava sul “-5,6%”, inferiore comunque al -6,3 in tutta Italia. Questo testimonia la grande stabilità dei prezzi nella provincia di Monza-Brianza, in un contesto nazionale e regionale in cui vengono sempre più “prezzate” le case in città e sempre meno quelle in provincia.

Una stabilità che viene confermata proprio dal capoluogo, infatti Monza ha fatto registrare una regressione del costo degli immobili usati del solo 0,8% nell’ultimo trimestre. Consideriamo tra l’altro che un immobile a Monza costa mediamente 2.109 euro, una cifra ancora superiore a quella raggiunta da Bergamo nello stesso trimestre in cui la città orobica ha sovraperformato il mercato.

E una cifra ancora superiore alla media regionale che si è attestata a poco più di 2.000 euro a seguito della crescita post Expo.

Questi numeri dimostrano che l’investimento su prodotti di qualità nella provincia di Monza e Brianza è ancora una “sicurezza”, certificato dalla stabilità del mercato che perdura negli anni.

Anzi, questo è proprio il momento di investire. Infatti i prezzi dell’usato stanno leggermente scendendo, nonostante il grande impulso milanese e per questo motivo, in previsione della consueta crescita “a cascata”, è facile prevedere un nuovo aumento dei valori anche in Brianza.

I comuni che stanno già vivendo questa crescita e che infatti hanno registrato considerevoli aumenti nell’ultimo trimestre sono quelli di Carnate, primo con il +13%, Varedo (+7,5%), Muggiò (+2,2%), Concorezzo (+2,0%) e Biassono, che nell’ultimo anno ha fatto registrare un incremento del 3,3% del valore degli immobili.

I tonfi maggiormente significativi sono invece quelli dei comuni più lontani da Monza: si segnalano per esempio il -11,1% di Cavenago e il -5% di Barlassina.

 

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