Mercato immobiliare, è boom. Il lusso attrae gli stranieri.

La crisi del mercato immobiliare, iniziata nel 2008 e proseguita in crescendo fino al 2014, sembra finalmente essere terminata. La nuova disponibilità da parte del settore bancario a concedere più finanziamenti rispetto agli ultimi anni, ha portato a segnali positivi evidenti per quanto riguarda il segmento commerciale. A confermarlo è l’Osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma che ha elaborato l’indice di performance del comparto a consuntivo 2016 per i 13 maggiori mercati e per quelli definiti “intermedi”. Rispetto al 2015 si registra inoltre un moderato incremento nella velocità di assorbimento delle abitazioni in vendita (riduzione dei tempi di permanenza sul mercato), una lieve crescita della domanda e una contrazione dello sconto medio praticato. In particolare i mercati residenziali in chiara risalita sono quelli di Bergamo, Brescia, Livorno, Modena, Taranto e Trieste. Nel complesso le compravendite registrate lo scorso anno sono state 528.865, con un incremento del 18,9% rispetto al 2015, che ha consentito di raggiungere livelli di poco inferiori rispetto a quelli del 2011 (598.224). Sul fronte degli immobili per l’impresa (uffici, negozi, laboratori e capannoni) il 2016 ha invece rappresentato l’anno di inversione del trend con un aumento significativo annuo dei contratti (+17%), che ha raggiunto punte del +19% nei comuni periferici dei maggiori capoluoghi italiani, e del +23% nei comuni minori delle società intermedie. Nel 2016 le transazioni sono cresciute del 12,5% per quanto riguarda il segmento direzionale, del 16,6% per quello commerciale e del 22,1% nel comparto industriale. Questo miglioramento è riconducibile a più fattori, tra questi sicuramente la riduzione di prezzi dell’ultimo anno, l’introduzione della flat tax e l’intesa tra Stato, Regioni ed enti locali, raggiunta nella conferenza unificata dello scorso 4 maggio sulla modulistica “unica” e standardizzata per le attività edilizie. Finora era necessario aspettare il rilascio da parte del Comune di un attestato sulla sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti, previste dalle normative in vigore per i diversi settori, e sulla conformità dei lavori eseguiti al progetto presentato agli uffici tecnici. D’ora in avanti tutto questo sarà oggetto di un’autodichiarazione di un professionista, che in tutti gli 8000 Comuni d’Italia dovrebbe essere compilata utilizzando lo stesso modulo e fornendo le stesse informazioni. Il termine per la presentazione è lo stesso entro il quale in precedenza occorreva presentare la richiesta del certificato: 15 giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento. Sgarrare può costare una multa da 77 a oltre 460 euro. La segnalazione deve essere presentata dal soggetto al quale è stato rilasciato il permesso di costruire o che ha presentato la S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), che può essere sia una società sia una persona fisica. In ogni caso serve sempre l’aiuto di un professionista. Bisogna rivolgersi a un ingegnere, geometra o architetto che ha diretto i lavori, o che viene appositamente incaricato, per l’asseverazione della sussistenza delle condizioni di agibilità dell’immobile. Con l’introduzione della flat tax si sta registrando, inoltre, un aumento del 17% di richieste del settore immobiliare del lusso in Italia. Il dato emerge da una ricerca condotta dalla Lionard Luxury Real Estate S.p.A., società che opera nell’intermediazione di immobili di lusso in Italia. Questo strumento fiscale, che consiste in un tipo di tassazione proporzionale, in base alla quale tutti i contribuenti tassano la base imponibile con la medesima percentuale e non con un’aliquota marginale crescente all’aumentare del reddito, ha portato a una crescita importante in termini di appeal, soprattutto per quanto riguarda acquirenti esteri, che vedono oggi la possibilità di trasferirsi nel nostro Paese. Attraverso questa norma, infatti, la legislazione fiscale italiana elimina i 2 fattori che da sempre limitano l’afflusso di capitali esteri: l’alto livello d’imposizione fiscale e l’incertezza normativa. Secondo Dimitri Corti, fondatore della Lionard, “l’Italia si uniforma finalmente agli altri stati e la flat tax incoraggia l’afflusso di clienti che investono nel nostro Paese per prendervi residenza e non solo per la casa-vacanze”.

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