MILANO, DECOLLA IL VALORE DELLE CASE. LA CRISI E’ DIMENTICATA

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Il mercato immobiliare è in una fase di rilancio ed è tornato ai livelli pre-crisi per quanto riguarda gli investimenti dall’estero, che hanno raggiunto i 5,5 miliardi nel 2016. A dirlo è Nomisma che durante l’ultima edizione del Mipim di Cannes (la più grande fiera immobiliare del mondo) ha illustrato i dati relativi al real estate italiano. Nel solo quarto trimestre, ha detto Nomisma, sono stati investiti 3,8 miliardi nel mercato corporate italiano, che in tutto il 2016 ha superato i 9 miliardi di euro e ben il 35% degli investimenti si è concentrato nell’area di Milano. In generale, per quanto riguarda il numero delle transazioni immobiliari si rileva un aumento del 16,44% per il residenziale, mentre sono ancora in territorio negativo i negozi (-1,4%) e gli uffici (-2,50%). Sul fronte dei valori, rispetto all’anno precedente il mercato indica un andamento medio dei prezzi in diminuzione(-2,28%) per le abitazioni; più marcata la diminuzione dei prezzi per i negozi (-6,70%) e per gli uffici (-5,96%).Per quanto riguarda le locazioni, rispetto al 2015 si registra un aumento dei contratti di locazione (+15,6%) per le abitazioni. I prezzi medi hanno subito una flessione più moderata (-0,80%) per il settore residenziale, mentre permane una forte diminuzione per il settore commerciale: (-7,73%) per i capannoni, per gli uffici (-6,31%), per i negozi (-7,16%).Molto interessante osservareinoltre, i dati riguardanti le tempistiche. I tempi medi per affittare un immobile a uso abitativo aumentano per il periodo da 3 a 6 mesi, sono in leggera diminuzione per il periodo oltre i 9 mesi e da 1 a 3 mesi. Il mercato delle locazioni indica per il comparto residenziale un’offerta residenziale in aumento. Il 64% ha rilevato un incremento del numero dei contratti. Per quanto riguarda le locazioni delle abitazioni, sono stabili i bilocali (miniappartamenti) 37%, in diminuzione i trilocali 36%, con ubicazione in zone semicentrali 35% o centrali 36%. Aumentano le richieste per alloggi in affitto in periferia, in diminuzione nelle zone di pregio. Si riducono viceversa i tempi di vendita: i dati rilevati per il 2016 indicano una percentuale in diminuzione per il tempo medio di vendita per immobili ad uso abitativo che è scesa nel range tra da 6 a 9 mesi per la maggior parte (32%) del campione intervistato. Diminuisce rispetto al 2015 il periodo intercorso tra l’incarico e la vendita di oltre 9 mesi (31%). Solo il 2% dei contratti viene concluso entro 1 mese. Aumenta per il 63% la domanda di abitazioni, ma soprattutto il valore delle case vendute. Nelle otto maggiori città si è realizzato oltre un quarto del valore del fatturato nazionale. Il valore stimato per le abitazioni compravendute, nel 2016, ammonta complessivamente a 24,3 miliardi di euro in aumento del 14% ovvero circa 3 miliardi di euro in più, rispetto al 2015. Milano è la città con il valore medio di un’abitazione compravenduta più elevato, 318 mila euro circa, seguono Firenze con un valore medio di 294 mila euro e Roma con 285 mila euro circa. In tutte le grandi città il “fatturato” medio per abitazione acquistata è in diminuzione nel 2016. Nei comuni delle province si fatturano circa 14,7 miliardi di euro, 2,4 miliardi in più del 2015 (+18,9%). I maggiori incrementi si realizzano nelle province di Firenze e Milano, con crescita prossima al 22%. Mediamente le abitazioni della provincia risultano più care a Genova con un valore medio per unità che supera i 250 mila euro, mentre Palermo è la provincia meno cara, con un valore di scambio medio per abitazione di 88 mila euro circa.

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