2018, un anno di crescita

Lo scenario dell’economia italiana è stato caratterizzato, anche nel 2018, dalla bassa crescita e dall’alto debito pubblico. Questa crescita, che ha avuto un ritmo moderato, è stata possibile grazie all’espansione degli investimenti, secondo i programmi delle aziende, mentre i consumi delle famiglie hanno ristagnato.

Il settore delle costruzioni ha contribuito positivamente all’espansione del PIL. I dati dell’ISTAT riguardanti l’indice di fiducia delle imprese edili mostrano un costante miglioramento dal 2013 ad oggi cherisulta essere in misura maggiore rispetto ad altri comparti.

Nel 2018 le quotazioni immobiliari nel mercato europeo hanno continuato a crescere al contrario dell’Italia dove il ciclo immobiliare non è riuscito a rafforzarsi. Se da una parte le compravendite hanno proseguito il trend positivo iniziato nel 2015, dall’altra parte i prezzi sono stati ridotti ulteriormente su base annua sia nel comparto non residenziale che in quello delle abitazioni esistenti. Risulta consistente lo stock di case invendute.

I dati relativi ai primi nove mesi del 2018 mostrano, per quanto riguarda il mercato residenziale, un andamento positivo diffuso in tutte le città metropolitane della penisola (+2,3% rispetto al 2017). La vendita di nuove abitazioni (+9,4%) ha portato l’offerta di nuove case a una media del 12% di quella totale presente sul mercato residenziale. Le percentuali variano molto da città a città: a Palermo è l’offerta di case nuove è del4,4% mentre a Milano è del 25%.

Il mercato delle nuove abitazioni ha fatto registrare un aumento dei prezzi di vendita del 1,3% rispetto al 2017, mentre i valori degli immobili usati o da ristrutturare sono scesi dello 0,2%.

Le città italiane che hanno registrato incrementi notevoli sui pezzi sono:

  • Napoli +15,2%
  • Milano +14,5%
  • Roma +13%
  • Torino +11,3%
  • Bologna +9,7%

La città più cara rimane comunque Milano, dove è possibile acquistare una casa uova in media con 6.750 euro al metro quadro.

Per quanto riguarda il mercato degli affitti, questo è influenzato negativamente dalla presenza di abitazioni poste in locazione di dimensioni più contenute e di livello più scadente, mentre quelle di dimensioni più grandi, meno adatte per la locazione, sono poste in vendita.Per il 2019 le stime della Banca d’Italia indicano un andamento positivo, ma debole, dei prezzi delle case.

È auspicabile per il 2019 una ripresa più sostenuta del settore immobiliare che sarebbe di aiuto anche pe il settore bancario nel recupero delle garanzie dei prestiti in sofferenza e la riduzione dello stock di crediti deteriorati. A proposito di banche, il livello di finanziamenti che queste forniscono alle imprese costruzione e alle società immobiliari è rimasto molto basso, al contrario del settore manifatturiero che ha visto una crescita di qualche punto percentuale nel terzo trimestre del 2018.

Altri segnali positivi per il 2019 riguardano il mercato delle aste immobiliari, facilitato dalle riforme del 2015/16, che vede un terzo delle procedure concluse con la vendita dell’immobile.

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