L’EUROPA TRASCINA L’ITALIA FUORI DALLA CRISI

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Dall’inizio della crisi del biennio 2008-2009 fino ad oggi, il mercato immobiliare è passato per una serie di cicli immobiliari ben riassunti dall’andamento dei prezzi nominali delle abitazioni.Nel 2011, due anni dopo la crisi del 2008-2009, il livello dell’indice dei prezzi è di gran lunga superiore in Italia rispetto alla media europea. Ciò segnala un incremento dei prezzi nei periodi passati (ovvero nella prima metà degli anni 2000) davvero importante in Italia rispetto alla media europea.

A fronte dello shock causato dal biennio di crisi la reazione dei mercati residenziali in Italia, rispetto alla media europea, è profondamente diversa. Mentre alla fine dei due anni, la media dei prezzi nella Ue è scesa del 5,2%, in Italia è aumentata del 3,8%. Se per la media dei Paesi europei l’aggiustamento alla crisi avviene sul lato dei prezzi e della quantità, in Italia i valori continuano ad aumentare. L’aggiustamento avviene quindi sul lato delle quantità e non dei prezzi.

Dal 2014 si assiste alla ripresa dei prezzi in tutta l’Unione, mentre la discesa in Italia comincia ad attenuarsi. Tra il I trimestre del 2014 e il III trimestre del 2017 il numero indice della media Ue sale del 14,8%, mentre in Italia si riduce del -5,1%. Anche grazie a questa discesa dei valori, si assiste in Italia a una ripresa delle compravendite: tra il 2014 e il 2016 il numero delle case compravendute è salito del 27% circa, e continua anche nei trimestri del 2017 rispetto a quelli corrispondenti del 2016.Secondo l’analisi delle Agenzie delle Entrate, la crisi in Italia ha fatto sentire i suoi effetti sui prezzi nominali con un certo lag temporale, che si trascina a causa della seconda crisi del 2012, che è stata molto più acuta rispetto al resto d’Europa, segnata da una più accentuata caduta del Pil rispetto ad altri Paesi e da una più lenta ripresa economica.

Veniamo infine ai giorni nostri. Secondo Eurostat, nel 2018 i prezzi dell’immobiliare sono saliti nell’eurozona del +4,5% su anno nel primo trimestre, mentre rispetto all’ultimo trimestre del 2017 sono cresciuti del +0,6%.In Italia, invece, si è registrato il calo maggiore su anno insieme alla Svezia: i prezzi sono scesi del -0,4%, mentre rispetto al trimestre precedente la diminuzione è stata meno significativa, a -0,1%, superata di gran lunga da Malta (-4,7%), Cipro (-1,8%) e Svezia (-0,8%) che hanno segnato la riduzione dei prezzi più significativa tra i 28.Gli aumenti maggiori su anno, invece, sono avvenuti in Lettonia (+13,7%), Slovenia (+13,4%), Irlanda (+12,3%) e Portogallo (+12,2%), mentre su trimestre a salire di più sono stati i prezzi in Lettonia (+7,5%), Ungheria e Slovenia (+4,4%) e Portogallo (+3,7%).

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