GRAZIE A MILANO IL MERCATO ITALIANO ESCE DALLA CRISI

milano-1600x900

E’ il mercato di Milano il liquido fra quelli del nostro Paese. In un periodo in cui rallentano gli investimenti immobiliari in Italia nel terzo quarter del 2018 (-23% circa rispetto allo stesso periodo nel 2017,ma in linea con la media quinquennale dei primi 9 mesi dell’anno.), è il capoluogo lombardo a trascinare il mercato. A Milano il take up negli uffici per il terzo trimestre 2018 è stato pari a 115mila mq circa, dato di poco inferiore al periodo precedente. Il volume delle transazioni da inizio anno, di circa 320mila mq, risulta in crescita di quasi il 25% rispetto allo stesso periodo del 2017. A Milano nel trimestre si sono registrate 90 transazioni, fra cui spiccano quattro deal al di sopra dei 6mila mq, due a due passi dal Duomo. I canoni risultano stabili (580 euro al mq all’anno il prime rent al Duomo e 500 euro a Porta Nuova), mentre il vacancy rate si registra in calo (11,5%) sull’intera città con ulteriori contrazioni delle disponibilità nella zona business del Duomo e a Porta Nuova. Sul fronte investimenti Milano ha attirato da inizio anno due miliardi di euro di capitali investiti, di cui il 63% nel comparto uffici.A Roma la situazione è più complicata. Il mercato degli uffici rallenta e i volumi registrati, pari a circa 28mila mq, portano a un totale da inizio anno di 118.500 mq. “ Dal punto di vista dimensionale, si evidenzia che il 58% dei casi ha riguardato transazioni al di sotto dei 500 mq. Solo due transazioni, entrambe in periferia, hanno riguardato immobili superiori ai 3.000 mq” recita un report elaborato da Ipi. I canoni prime risultano in lieve aumento rispetto al trimestre precedente nel CBD (central business district), stabili nell’Eur e nella zona centrale.  Il volume degli investimenti a Roma è stato pari a 215 milioni, risultano in forte contrazione gli investimenti nel comparto uffici.

Notizie incoraggianti per il nostro Paese arrivano anche sul fronte dei prezzi delle case. Trainate soprattutto dal nuovo, le quotazioni al metro quadrato degli immobili forniti in garanzia nel terzo trimestre 2018, secondo la Bussola Crif-Mutuisupermarket, hanno fatto segnare un aumento pari al +0,8% su base annua. “Questa dinamica positiva – si legge in una nota – è la prima registrata a partire dall’anno 2011. Analizzando il prezzo/mq degli immobili oggetto di garanzia sul periodo 2011/2017 emerge, infatti, una contrazione media dei prezzi degli immobili pari a -22,2%».A livello territoriale gli scostamenti dalla media sono abbastanza significativi: «l’incremento maggiore si registra nel Centro, con un +1,9% rispetto al terzo trimestre 2017, e nel Nord Ovest con un +0,3%, mentre nelle macro aree Nord Est e Sud e Isole si registrano rispettivamente riduzioni del -1,3% e del -1%”.Il dato delle quotazioni si inserisce in un mercato dei mutui ancora in salute, caratterizzato da tassi che rimangono molto bassi. Per una operazione di mutuo di 140mila euro, durata 20 anni, valore immobile 220mila euro, la media trimestrale dei migliori spread si conferma per mutui a tasso variabile allo 0,7% e per i mutui a tasso fisso a valori molto prossimi allo zero.

Share