Prezzi delle case in calo nell’ultimo anno: analisi dei dati

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Prezzi delle case in calo! Questo è quanto emerge dall’analisi di dati provenienti da studi eseguiti basandosi sull’ultimo anno.

La Toscana, in crescita di 1,2 punti percentuali, è l’unica regione che vede un aumento dei prezzi avendo un prezzo di vendita al metro quadro di 2234€. Al polo opposto si pone la Sardegna con -14,8% e un prezzo di vendita di 1522€/mq, seguono Valle d’Aosta e Lazio con l’8,9% (2396€/mq) e il 7%(2117€/mq.

La Lombardia, che ha registrato un calo dell’1,1% rispetto allo scorso anno, vede Milano come la provincia più cara (2352€/mq) ma con un incremento del 5,4% dei prezzi al metro quadro. La provincia di Milano è seguita da Sondrio (1.765 €/mq), Como (1.752 euro/mq) e Brescia (1.705 €/mq). Con prezzi più bassi troviamo Mantova (1.037 €/mq), Pavia (1.072 €/m2) e Cremona (1.073 €/mq).

Nel resto del Nord Italia i prezzi sono lievemente più bassi dove troviamo Venezia come città più cara in Veneto (2.111 €/mq). In Piemonte, Verbano-Cusio-Ossola (1.749 €/mq) supera Torino (1.407 €/mq). In Emilia-Romagna le più care sono Rimini (2.285 €/mq) e Bologna (2.009 €/mq), in crescita, rispettivamente del +1,3% e 0,9%.

Per quanto riguarda il centro Italia, dopo il Lazio e la Toscana, si registrano flessioni anche nelle Marche (-5,6%) e Umbria (-4,7%) dove troviamo città con immobili il cui costo al metro quadro  è di 1.727 euro come Pesaro Urbino, ma vi sono anche città come Perugia e Terni che registrano un prezzo al mq rispettivamente di 1.143 e 1.013 euro.

Al Sud i prezzi sono nettamente inferiori, fatta eccezione per alcune città come Napoli (2.007 euro/mq), Cagliari (1.715 €/mq) e Sassari (1.508 €/mq). Le altre città della parte meridionale dell’Italia prevedono costi molto bassi come Catania (1.195 €/mq), Palermo (1.218 €/mq), Campobasso (980 €/mq).

Legate all’acquisto di una casa vi sono anche delle accortezze di cui bisogna tener conto. Se nella compravendita di una casa, per la quale é stata richiesta l’applicazione del prezzo valore, viene occultata parte del corrispettivo, l’accertamento è legittimo secondo quanto definito da un’ordinanza del 23 luglio 2019. Qualora venisse occultata parte del corrispettivo, l’Amministrazione finanziaria può procedere al recupero del denaro attraverso la maggiore imposta, gli interessi e sanzioni.

È da sottolineare però una distinzione, ovvero che per contratti a titolo oneroso traslativi o costitutivi dei diritti reali, la base imponibile è costituita dal valore del bene o del diritto alla data dell’atto. Per i beni immobili o diritti reali immobiliari, il valore deve essere inteso come “valore venale in comune commercio”. Per i trasferimenti immobiliari la base imponibile può essere costituita dal valore catastale dell’immobile (determinato ai sensi dell’articolo 52, comma 4 e 5 del Dpr n. 131/1986) qualora ci fossero determinate condizioni quali:

  • la cessione deve avere a oggetto un immobile abitativo e relative pertinenze;
  • l’immobile abitativo deve essere dotato di rendita catastale, anche solo proposta;
  • l’acquirente deve essere una persona fisica che non agisce nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali;
  • all’atto della cessione la parte acquirente deve richiedere al notaio l’applicazione del criterio di tassazione sopra indicato;
  • il trasferimento deve essere soggetto a imposta di registro (e, quindi, non a Iva);
  • il trasferimento deve avvenire a titolo oneroso.

Entrambe le parti della compravendita hanno l’obbligo di indicare nell’atto il corrispettivo pattuito. 

Il comma 498 dell’articolo 1 stabilisce che i contribuenti che si avvalgono della tassazione secondo il criterio del prezzo valore non si applica il precedentemente citato articolo 52. Questa disposizione disciplina l’accertamento di valore e prevede la possibilità, per l’ufficio, in relazione ai trasferimenti di immobili o di aziende, di applicare l’imposta sul valore venale in comune commercio dei beni trasferiti qualora tale valore sia superiore al corrispettivo pattuito dalle parti. Qualora venisse occultato, anche in piccola parte, il corrispettivo pattuito, il comma 498 prevede anche che “le imposte sono dovute sull’intero importo di quest’ultimo è si applica la sanzione amministrativa dal cinquanta al cento percento della differenza tra l’imposta dovuta è quella già applicata in base al corrispettivo dichiarato, detratto l’importo della sanzione eventualmente irrogata ai sensi dell’articolo 71 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986.” Da ciò, ne consegue che il beneficio della tassazione secondo il prezzo valore viene mene nel caso in cui le parti abbiano occultato il prezzo effettivamente pattuito o parte di esso.

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