Casa in affitto o di proprietà? I trend nei Paesi Ocse

Casa in affitto o di proprietà?

Casa in affitto o di proprietà? Questa è la domanda che molte persone si pongono relativamente alla questione “casa”. Ad oggi, l’accesso all’abitare di qualità a prezzi abbordabili è visto come un indicatore molto importante per stabilire il rischio di povertà e disuguaglianza sociale in un Paese.

Proprio il Report “Society at a Glance 2019” ha riportato i dati relativi ai Paesi Ocse e si può notare la netta differenza tra paesi come la Lituania e la Svizzera riportano dati completamente opposti: In Lituania circa l’80% possiede una casa e solo il 5% la affitta, mentre in Svizzera il 5% possiede una casa di proprietà e circa il 55% la prende in affitto.

Stando ai dati riportati nel report, l’Europa dell’est punta molto sulla casa di proprietà, così tanto che in media il 70% delle case sono possedute da chi vi abita. Tutto ciò risulta possibile grazie a una politica di vendita delle case di Stato avviata negli anni ’90.

Ci sono poi paesi in cui la percentuale di sottoscrittori di mutuo è decisamente più alta dei proprietari “finiti” come in Irlanda, Norvegia, Svezia, Canada e Stati Uniti.

Germania e Svizzera sembrano invece essere le nazioni con il maggior numero di abitazioni date in affitto (55-60%), come d’altronde Danimarca, Austria e Olanda che seguono con il 40% di abitazioni in affitto.

Il social housing, ovvero l’affitto a prezzi controllati, rappresenta il 15% dello stock di abitazioni totale di Olanda, Austria, Danimarca, Francia e Gran Bretagna.

In 16 Paesi Ocse il 40% dei sottoscrittori di mutui a basso reddito consumano il 40% delle loro entrate per pagare le rate. Per gli affittuari a basso redditoi canoni assorbono gran parte del reddito percepito.

Parlando di case di proprietà, è importante annunciare l’ufficiale ripartenza del progetto per la prima smart city italiana, ovvero Milano4you. È stata firmata una convenzione urbanistica tra il comune di Segrate ed i responsabili dello sviluppo del progetto. Si tratta di un’area di 300mila metri quadri su cui verrà realizzato uno smartdistrict da circa 90 mila metri quadri immerso in 80 mila metri quadri di parco. 

Vegagest SGR SPA, RED SRL e Sei Oltre saranno gli sviluppatori del progetto che risulta essere un connubio di tecnologia digitale, efficienza energetica e progetto architettonico.Dopo la ristrutturazione del fondo Aster, il progetto ha ripreso il suo corso e si avvarrà nella fase di progettazione e di realizzazione della collaborazione di partner tecnologici e industriali di standing internazionale e mira a creare un nuovo standard di sviluppo immobiliare sostenibile, connesso e ispirato ai più avanzati principi dell’economia circolare.

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